30 Ottobre 2020
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L´organizzazione di una società sportiva

INTERVISTE
24-04-2011 - Intervista a Geom. Antonio Di Giuseppe, Presidente della Vibrotek Volley Pulsano
La gestione di una società sportiva negli ultimi anni si è fatta sempre più complessa e competitiva, è necessario quindi una buona padronanza dei principali strumenti di marketing ed una configurazione organizzativa sempre più evoluta.
Su questi temi abbiamo voluto sentire l´opinione del Presidente della Vibrotek Volley Pulsano.

Domanda. Rispetto a pochi anni fa il sistema sportivo ha subito una forte accelerazione, le società sportive come si sono adeguate a questa nuova situazione?
Risposta. Lo sport in generale negli ultimi anni si è trasformato in un comparto economico a tutti gli effetti e le società sportive hanno dovuto assumere la configurazione di vere e proprie aziende operando sul mercato attraverso una struttura organizzata efficiente. La necessità di raccogliere sul mercato delle sponsorizzazioni i fondi indispensabili per finanziare l´attività agonistica programmata ed espletare le formalità burocratiche richieste dalla Federazione ha reso necessario implementare una struttura che comprenda una componente sportiva, rappresentata dalla squadra , e una componente operativa, deputata invece a gestirne le attività. Queste due strutture debbono collaborare strettamente tra loro , anche se esiste una netta separazione tra loro giustificata dal fatto che ciascuna componente si occupa di questioni che richiedono una forte specializzazione tecnica. A fronte di questo, in funzione della dimensione della società, degli obiettivi che intende raggiungere e delle risorse disponibili, la struttura operativa potrà assumere configurazioni diverse, mentre quella sportiva, nella maggior parte dei casi, rimarrà sostanzialmente identica.

D. Come interagiscono tra loro le due strutture?
R. Tendenzialmente i membri della struttura sportiva non accettano alcuna forma di controllo diretto da parte dei responsabili operativi e sono sempre disponibili ad assoggettarsi solo ad una verifica di risultati dai soggetti ai quale viene riconosciuta un´adeguata competenza tecnica, quindi tutti i rapporti tra le due strutture devono essere necessariamente impostati in maniera assolutamente informale e indiretta. Questo fa sì che la gestione della squadra risulti particolarmente delicata e dimostra quanto sia indispensabile la creazione di un sistema organizzativo che non si fondi sulla posizione gerarchica delle diverse figure ma sulla loro competenza specifica, sulla completa condivisione dei valori e degli obiettivi con spirito di collaborazione e rispetto delle regole.

D. Come deve essere organizzata la struttura operativa?
R. Ogni sodalizio è sempre governato da un vertice strategico al quale è attribuito lo specifico incarico di definire tanto gli indirizzi generali, quanto le politiche societarie più appropriate. Di norma il vertice strategico è costituito dal presidente affiancato dal vice-presidente, dai membri del consiglio della società, dal general manager, che, individualmente o collegialmente, attribuisce i diversi compiti operativi ai dirigenti che costituiscono la linea intermedia. Un ruolo particolarmente delicato è quello del direttore sportivo che ha il compito preciso di indirizzare il lavoro dei membri del nucleo operativo potendo intervenire gerarchicamente tanto sui membri della struttura operativa quanto sui componenti della struttura sportiva.
Nel complesso, è però il nucleo operativo il vero perno attorno al quale ruota tutta l´attività della società e, in funzione della sua dimensione, dalla sua organizzazione e della sua efficienza, il sodalizio risulterà più o meno pronto a far fronte alle esigenze di sviluppo.

D. Molto spesso nelle piccole società le diverse funzioni vengono concentrate nelle mani di poche persone, questo può compromettere la crescita del sodalizio?
R. Concentrare nelle mani di poche persone, ed in qualche caso addirittura in quelle del solo presidente tuttofare o padre padrone, comporta una evidente inadeguatezza della struttura a far fronte a problemi ed esigenze che, con il crescere di livello, diventano più complessi e richiedono soluzioni sempre più tempestive e professionali.
D´altro canto si ripropone il quesito se sia necessario creare una struttura adeguata per fare il salto di qualità o se invece sia sufficiente vincere sul campo di gara. Personalmente sono del parere che non ci possa essere alcun futuro per quelle realtà che pensano di affrontare un processo di crescita semplicemente allestendo una formazione più competitiva in quanto prima o poi, i problemi con i quali si dovranno confrontare saranno tali da richiedere energie e competenze così specialistiche da non poter essere improvvisate.


scritto da Ufficio stampa

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